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Il musicista che rompeva le viole. Spunto per una storia per bambini.

ANSA) – TORINO, 30 GEN – Durante il concerto si rompe la viola ma Yuri Bashmet, uno dei piu’ grandi violisti al mondo, ha superato l’imprevisto con grande classe. Il musicista era impegnato come direttore e solista all’Auditorium Rai di Torino nel Concerto-Poema per viola, archi e vibrafono di Roman Ledeneev, la viola, una Carlo Testori datata 1758, si e’ improvvisamente rotta. Ilarita’, una breve interruzione, poi il musicista russo ha proseguito con uno strumento del 1600 firmato Paolo Maggini.

Mi viene in mente questa storia. C’era una volta un violinista che non riusciva mai a finire un concerto, suonava con così tanta passione che gli strumenti, ad un certo punto, completamente esausti e straziati, cedevano sotto le sue stesse mani. Ogni volta il pubblico assisteva in silenzio ben sapendo come sarebbe andata a finire. Lui, il violinista più famoso del mondo, non si dava per vinto, ed ad ogni concerto, prima di cominciare, si ritirava in un angolo, dietro le quinte o nell’angolo di un magazzino, prendeva il nuovo  strumento e gli diceva alcune parole. Che fosse una tenera e timida viola del 1600 od una più moderna ed altezzosa viola ottocentesca, lui l’afferrava, la stringeva forte per l’impugnatura, e se la portava all’orecchio: Non ti preoccupare, hai capito ? Non ti farò male, abbi fiducia in me, tu devi soltanto suonare come sei capace. Ti prego, non tradirmi ? Non so più cosa significa eseguire l’ultima nota di un concerto. Ti scongiuro, concedimi il privilegio di terminare…

Entrava in sala tra gli applausi, un inchino, silenzio, un colpo di tosse e dopo il buio. Musica, signori. La prima nota e il concerto è già cominciato. Una meraviglia di suoni, un soffocato bisbiglio di flebili toni, miserie e tragedie di contrappunti, lacerante farfugliare d’emozioni. Lui il violinista che accarezza le corde come se fossero incantesimi da pronunciare, suona, suona, si rapisce e si lascia trasportare, se ne va altrove, e lo strumento soffre, prima regge, resiste, poi improvvisamente comincia a scricchiolare, steeng, si sente che trema e che vibra in modo piuttosto strano, sbiiing. Adesso la piccola viola suda un liquido chiaro, un misto di vernice e impasto di resine misteriose. La musica ondeggia come una nube, rimbalza dentro e contro le pareti della sala. All’improvviso quello che non si poteva evitare, straaatch, salta una corda, e sbeeng, se ne spezza un’altra ancora. Silenzio assoluto. Il musicista piange sconsolato. La viola, finalmente, respira, abbondata sul palco tra uno spartito e la sedia. Un grande applauso inonda il teatro e poi, di colpo, si accendono le luci. Lui ringrazia, raccoglie la viola e la ripone nella sua custodia. Domani la farà riparare.

E’ solo un’idea, potrebbe finire diversamente. Che gli strumenti si rompono perché lui ha un modo di suonare troppo violento e cattivo. Che le viole non si lasciano suonare da lui, perché presuntuoso, perché distaccato, vanitoso, un narciso del palcoscenico che non riconosce l’arte del legno musicale. Oppure. Oppure. Oppure. Ci sono molti altri tagli e molti altri finali. Meno malinconico e più comico, con le viole che spernacchiano invece di fare i Do diesis. Ma una cosa è certa, se venisse scritto non finirebbe così.

Il rapinatore di chewingum. Storie da cui nascono altre storie.

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Quando la realtà supera, o eguaglia, la fantasia. Quando, cioè, le storie di tutti i giorni sono così strane, curiose e fantastiche, che il protagonista potrebbe diventare un personaggio. Capita così di accorgersi come la vita, o chi per lei, diciamo forse l’uomo, abbia davvero un’immaginazione fuori dal comune.

(ANSA) – PALERMO, 19 NOV – Un uomo a volto coperto e’ entrato in una tabaccheria a Palermo, ha agguantato l’espositore delle gomme da masticare ed è fuggito. L’uomo è entrato nel negozio, in via Ruggerone, col volto coperto da un casco integrale e si è subito avvicinato alla cassa. Davanti a un attonito proprietario ha preso l’espositore con decine di pacchetti di chewingum ed è fuggito. Al titolare del negozio non è rimasto che denunciare il furto alla polizia.

Viene da chiedersi se fosse troppo goloso oppure se a casa ci fosse una folta schiera di bambini ad aspettarlo. Sennò, per quale altra ragione avrebbe potuto rubare delle gomme americane ?
Forse è stato soltanto uno scherzo e aveva una pistola giocattolo. Oppure voleva impossessarsi dei soldi e poi non se l’è sentita, quindi ha avuto un rimorso di coscienza. Cose che capitano, oggigiorno. La gente in fondo è più buona di quanto non si creda.
Può anche darsi che si stesse esercitando per una rapina più importante, così ha deciso di fare una prova nel primo posto che gli è capitato a tiro. “Mani in alto, questa è una rapina, mi dia tutti tutti chewing gum che ha. Si muova lentamente e non faccia scherzi”.
Però c’è un’altra possibilità. Potrebbe aver trafugato un chilo di cicche perchè aveva un piano: masticarle e sputarle da qualche parte sopra un marciapiede. Non so perchè ma ho la sensazione che qualcuno ci finirà sopra. Ad ogni modo, sarebbe piuttosto intrigante se vivessimo in un mondo di rapinatori di caramelle e ricettatori di bon bon.


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  • Solo un'idea. In Italia c'è una grandissima e fortissima maggioranza di persone che credono di avere sempre ragione. 1 month ago
  • Sto cercando un libro: Sergej Ciacotin, "Tecniche delle propaganda politica", 1964. E' difficile da reperire. Infatti sembra molto attuale. 1 month ago

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