L’eroe postmoderno
L’eroe postmoderno muore volentieri per la patria. In compenso vuole la garanzia che verrà prodotta una fiction in prima serata su di lui. Non desidera medaglie ma stock option o, nella peggiore delle ipotesi, l’equivalente in bot. E’ pronto a uccidere, torturare e imprigionare.
Il credente. Dio c’è. Sopra e sotto i ponti dell’autostrada. Dio è intorno a noi. Dio sei tu, sono loro, anzi, ti dirò, Dio sono io. Ecco spiegato il mistero concentrico dei nove cieli.
L’avaro matematico. Guadagno 100 euro all’ora, quindi prendo 1,67 euro al minuto, che sono 3 centesimi al secondo. Beh, spero di vivere un casino.
Lo spettatore. Fosse per me eliminerei quel secondo di schermo nero che mettono tra uno spot e l’altro. Non so, m’innervosisce.
Il politico. La democrazia è fatta dal popolo. Il popolo è fatto dalla democrazia. Il punto è che voi del popolo non comprendete la raffinatezza di questo enunciato.
Il presuntuoso. Se vince alla lotteria risponde: me lo meritavo.
Il cinico. Quando arrivano gli extraterrestri per distruggere la terra si accende una sigaretta e dice: Beh, ci voleva tanto ?






