E’ il vecchio discorso dei cani di Pavlov, un po’ alla lontana certo, e non così platealmente, ma senza dubbio almeno nelle intenzioni e nel progetto degli ingegneri comunicazionali, gli scienziati mercatanti, quello, dicevo, di darci una bella scossa di volume quando cambiano le immagini dal programma che stiamo guardando alla pubblicità. Sei seduto davanti al quiz, al telefilm, alla partita ? Pubblicità, boom: prima sentivi piano adesso sei davanti alla cassa di un concerto live. Giusto per svegliarci dal torpore del divano, dall’imminente sonno o magari per toglierci dalla testa quei nostri parzialmente inutili e bitumosi pensieri. Insomma. Vogliono che rizziamo le antenne, non siamo forse formiche ? Chi di voi non ha almeno una volta afferrato con rabbia il telecomando, dicendo ma che succede ? Che diavolo è ? Abbassa quel volume ! Per poi mettere tutto a zero, stop, fine, spegnieccheccazzo, fiuuuu, che bello il silenzio. Meno male che ogni tanto lo riscopriamo.
Sono veramente stupidi, quelli del marketing: non hanno ancora capito che così ottengono l’effetto contrario. Come può pretendere lo scienziato della vendita, l’alchimista mediatico d’emozioni&aspirazioni&sentimenti, il mefistofele ridacchiante del “te lo faccio comprare io”, come può, dicevo, pretendere di corteggiare la nostra attenzione, suaderci, lisciarci, avere distillate le nostre fusa, se le uniche reazioni in noi, tele-aspettatori, sono, nell’ordine: stizza, risentimento, compassione (per il trucco) e distacco (nel senso che sì, han ragione, meglio fare altro che la televisione…) ?
Certo non tutti ragioneranno così, ma si sa, ne bastano pochi, poi verranno gli altri.
Tralasciamo pure il fatto che in un paese civile il volume della pubblicità dovrebbe ABBASSARSI, e notevolmente, rispetto al volume del programma che interrompe. Ma certe speranze, almeno in questo decennio, qualcuno ormai le ha decisamente abbandonate.
E meno male che la Tv è sul viale del tramonto, meno male che tra pochissimo tempo saremo noi a decidere tutto, e non solo l’audio; perché se malauguratamente fossimo rimasti ancora dipendenti da questo binario catodico-digital-satellitare, finiva che ci sbatacchiavano le orecchie non solo con la campanella, finiva che spuntava dal televisore una fantasmagorica mano 3D in grado ti spararti una botta in testa. E Invece, e per fortuna, il nostro mondo, col suo progresso, gira più veloce dei cervelli a rotelle in brainstorming permanente; gira più veloce, la rete, della persuasione fatta clava. Ad ogni modo, io, una mazza da baseball vicino al divano me la tengo sempre. Non si sa mai. Oltre che tenere l’audio sparato a zero: le partite di calcio sono meravigliose e sono più interessanti anche i telefilm.