- Buongiorno, vorrei una versione di “Il ritratto di Dorian Gray” , però che si legga bene…
- In che senso?
- Beh, con i caratteri un pò grandi, perchè ne ho visto una laggiù ma sono troppo piccoli.
Tra me e me penso, non è mica anziano, è un ragazzo di ventanni, la vista ce la dovrebbe avere buona. E poi penso che mi piacerebbe dirgli: “Vuoi una versione Braille?”
Contemporaneamente, il suo amico, che ha ascoltato la domanda, gli ride in faccia chiedendogli se per caso vuole una versione Braile del libro. Sorrisino. Malumore velato. Momento di silenzio e freddo imbarazzo di tutti. Così vado verso lo scaffale e prendo la copia più grande che abbiamo, una versione per ragazzi, a caratteri grandi ed interlinea 2, più o meno. Dice: va bene, è perfetta.
Mentre loro se ne vanno alla cassa penso: Ecco un raro caso di straordinaria e misteriosa telepatia educativa.
Due menti collegate hanno favorito una minuscola vergogna morale. Già perchè il cretino si è sentito rumorosamente cretino. Certo, rimane il criterio: uno dei nuovi modi con cui si scelgono i libri.






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