Visto il successo riscosso da un mio vecchio post pseudo comico, che risulta tra gli articoli più intercettati, da google in direzione del blog, e vista anche l’apparente mole di aspiranti depressi-finali che, a quanto sembra, battono sui motori di ricerca parole chiave come “suicidio” e “modi per suicidarsi”, ho deciso di replicare sperando di innalzarmi almeno al ruolo eroico di dissuasore. Si può salvare un suicida (ammesso che sia autentico) impedendo che si getti da un ponte oppure liberandolo all’ultimo momento dai binari. Io ho la mia idea: cioè prenderli (vi) spudoratamente per il culo. Se sorrideranno, forse la vita sorriderà a loro. Dunque, sorridete. Chissà che la Chiesa, così attenta alla matematica delle anime, un giorno non me ne renda grazia.
Nuovi modi alla moda (cool) per suicidarsi.
[1] Asfissia e crisi respiratoria da discorso politico. Si prendano le registrazioni delle sedute alla Camera e al Senato, ci si sieda davanti alla televisione e si facciano partire i filmati. Sono consigliate le discussioni con emendamenti sulle leggi finanziarie, le sedute di commissione e gli scrutini a voto segreto. Dopo un paio d’ore di visione dei suddetti materiali vi coglierà un torpore stravagante, simile a quello da monossido di carbonio; scivolerete in un sonno dirompente e inossidabile. La morte sopraggiunge indolore all’incirca verso la sesta ora di discorso politico senza interruzione, poiché la vostra attività cerebrale viene completamente azzerata dalla stupidità delle dichiarazioni. Repentina interviene una crisi respiratoria e cardiocircolatoria. La tecnica di questo suicidio si fonda sull’evidente proprietà anestetica del discorso politico. In alcuni ospedali canadesi stanno già studiando l’efficacia delle interviste ai senatori che, quando ben dosate, potrebbero rapidamente sostituire l’anestesia totale pre-intervento chirurgico.






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