Profilo psicologico dell’automobilista sportivo

Ovvero le dieci cose preferite dall’automobilista velocista.

1) Arrivare lanciato in una chicane composta da: una barriera trasversale indicante lavori stradali, un vecchietto che attraversa le striscie pedonali, un bambino che raccoglie il pallone sul bordo della strada.

La velocità di crociera del “velocista” è stimata intorno ai 130 chilometri orari, in centro abitato. A circa trenta metri dall’ostacolo 1 comincia la staccata, inchioda, sterza, infila l’ostacolo 2 sulla sinistra e schiva, controsterzando su due ruote, l’ostacolo 3. A questo punto dopo una fumante strisciata con stridore di gomme a decibel novantatre, il velocista scende e con tono calmo pronuncia la seguente frase: Meno male che c’ero io, un’altro vi avrebbe centrato in pieno.
Se ne va senza salutare, orgoglioso di sé, che il mondo è tutto di raccomandazioni, altrimenti, a lui, il pilota da Rally gli facevano fare.
Lo consola il fatto che, come sempre, ha avuto ragione a voler frequentare quel corso di guida sportiva da 5000 euro iva esclusa.

2) Vorrebbe installare sulla sua Panta GT 16v il volante originale della Ferrari F2004 comprato su Ebay oppure avuto attraverso un cugino che conosce un meccanico che saltuariamente lavora per un ingegnere che ha fatto uno stage a Maranello.

3) Vorrebbe comprare un’alettone posteriore che compete in ampiezza con l’ala di coda di un Mig. Ma non lo fa, è troppo scontato.

4) E’ un maestro nel risalire la colonna. In particolare predilige la manovra perfetta, in gergo denominata “sorpasso a fisarmonica”. Può contemplare da tre a dieci vetture, oltre le dieci vetture non è mai sopravvissuto nessuno.
Trattasi di una delle pratiche preferite e più suggestive per l’orgoglio dall’automobilista sportivo. E’ un capolavoro per dinamica, geometria e tempi di svolgimento. In sostanza il movimento di uscita e di rientro compone un’onda ritmica con cui si comincia a superare la prima autovettura in colonna, poi immediatamente si rientra, schivando il tram che arriva di fronte, quindi si esce ancora infilando la seconda vettura per rientrare in tre secondi netti, sfiorando il paraurti posteriore della macchina numero tre. L’operazione si ripete fino a che non si ritrova la strada libera davanti. Quando la corsia di sorpasso è vuota la manovra si dice a difficoltà uno, quando è impegnata da trattori, furgoncini e utilitarie donna-guidate, la manovra può raggiungere difficoltà via via maggiori, secondo la scala “Corradini”.

Quel Toni Corradini che, lungo la via Emilia, in prossimità di Bagno, avrebbe portato a compimento un “fisarmonica” completo, con tram, apecar in doppia fila e betoniera. Trattasi di variazione con difficoltà massima di grado cinque che, pare, fu eseguita una volta sola totalizzando sette conducenti incazzati neri, un mini-tamponamento e due denunce.
(continua…)

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