MUSICA: SPANDAU BALLET RITORNANO SULLE SCENE DOPO 20 ANNI

(ASCA-AFP) – Dublino, 14 ott – Gli Spandau Ballet, celebre band britannica degli anni ‘80, dopo vent’anni dallo scioglimento ritornano sulle scene.

I 5 si sono esibiti ieri nella prima data del ‘Reformation’ tour a Dublino, dove una folta schiera di fan quarantenni ha accolto il leader del gruppo Tony Hadley urlando ”Ci sei mancato! Cosa hai fatto in questi ultimi 20 anni?”.

Probabilmente avevano finito i soldi.


Insane Society

ANSA) – PIACENZA, 11 OTT 2009 – Ha avveleto il marito 60enne con cracker innaffiati di insetticida e quando lui si e’ sentito male, si e’ allontanata da casa. E’ successo ieri a Piacenza dove vivono i coniugi. La donna ha problemi depressivi e psichiatrici. L’uomo, dopo avere mangiato il cibo avvelenato, ha accusato forti dolori e si e’ recato in ospedale dove e’ stato curato e giudicato guaribile in 5 giorni.

Il vecchietto con le mani dietro la schiena. Episode 1

Un bel cielo blu polizia si stiracchia sopra i palazzi incastrando filamenti di nuvole in mezzo ai grumi di antenne, brulicanti dieci, venti, anche trenta bracci di ricezione. Giù, in basso, il rumore assordante del martello pneumatico fa tremare i vetri fino all’ottavo piano, oltre si avverte soltanto un leggero ticchettio di magnitudo 2,5.

E’ questo il richiamo primordiale  che sveglia l’animale annoiato, il singhiozzo escavativo che finalmente riscuote l’ultimo ma fondamentale protagonista, l’immancabile supervisore dei lavori in corso: il vecchietto con le mani dietro la schiena. Dopo il geometra, l’operaio e il manovratore della ruspa, manca soltanto lui.

L’anziano del terzo piano, infatti, aspettava da tempo un cantiere sotto casa, lo aspettava da almeno sei mesi. Qualche settimana fa si era dovuto avventurare nel quartiere vicino, con tutti i pericoli del caso, strisce pedonali, bambini col pallone, automobilisti incazzosi, e soltanto per dare un occhiata alla banalissima sostituzione di un tombino. Il tutto era durato meno di dieci minuti.

Adesso, invece, nel momento preciso in cui ha sentito chiaro e tondo lo scoppio del martello pneumatico, gli occhi gli brillano di nuova luce. Scatta in piedi dalla poltrona in cui ristagnava pallidamente illuminato da una minuscola televisione di seconda mano e più svelto di un gatto prende il volo giù dalle le scale, più in forma di un atleta della vecchia Germania dell’Est. A passi di due e tre gradini per volta, scartando l’ascensore come fosse un ostacolo, più che mai curioso riguardo al genere, alla durata, alla complessità dei lavori, il vecchio con le mani dietro la schiena pregusta già la caratura dei lavori. Potrebbe essere la magnifica rottura di un tubo del gas oppure una più comune manutenzione delle condutture idriche, magari l’installazione di un nuovo semaforo oppure, ma sarebbe troppo, un bel cantiere che ri-pavimenta la strada, uno di quei cantieri che dureranno mesi, forse addirittura anni.

Con questi pensieri nella la testa, ormai giunto sulla soglia dell’ultimo pianerottolo prima del portone, l’anziano rallenta, si piega finalmente in avanti nella tipica postura a conchiglia e assume l’atteggiamento d’ordinanza, mesto e annoiato, congiungendo candidamente le mani dietro la schiena. Ed è così che si presenta sulla scena. Continua…

La lezione della pioggia (Hagakure)

C’è una cosa chiamata “atteggiamento sotto l’acquazzone”. Quando scoppia all’improvviso un temporale, uno può, per cercare di non bagnarsi, spiccare una gran corsa per andare a cercare riparo sotto qualche tettoia nei pressi: senonché uno s’inzuppa lo stesso. Se, invece, fin dall’inizio si è mentalmente predisposti a bagnarsi, non ci si sentirà minimamente sconfitti, quando ciò effettivamente avviene. Un tale atteggiamento è vantaggioso in qualsiasi circostanza.

Da “Hagakure. Il libro dei samurai” di Yamamoto Tsunetomo

Cani con mollette

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C’era davvero bisogno di conciarli così ? Se fossi un cane mi vendicherei pisciando ovunque, tranne dove dice chi mi ha esposto al senso del ridicolo dell’intera umanità. Provate ad immaginare i loro padroni. Che cosa mai passerà nella testa di un essere umano che costringe il suo cane a ridursi come un pupazzo di peluche ? Quello di sinistra ha qualcosa di un maestro zen. Quello al centro sembra un parruccone del settecento sopra un cavalletto con babbucce. L’ultimo è il mocio vileda delle pulizie.

I padroni vi diranno che loro vogliono bene agli animali, che loro amano i propri cani. Ma non è che siete invece cresciuti male e adesso i pupazzi li prendete vivi ?
Un tempo si pettinavano le bambole adesso s’infilano mollette ai barboncini. Eppure anche gli animali, sappiate, hanno la loro dignità. La natura esige che le si porti rispetto.

E’ come se io avessi un aquila reale da compagnia, le sono profondamente affezionato e ne vado molto fiero. Che cosa accadrebbe se, per amore, le mettessi un casco da pilota e gli adesivi della RAF ?

Nuovi modi alla moda (cool) per suicidarsi [satira post-sociale]

Visto il successo riscosso da un mio vecchio post pseudo comico, che risulta tra gli articoli più intercettati, da google in direzione del blog, e vista anche l’apparente mole di aspiranti depressi-finali che, a quanto sembra, battono sui motori di ricerca parole chiave come “suicidio” e “modi per suicidarsi”, ho deciso di replicare sperando di innalzarmi almeno al ruolo eroico di dissuasore. Si può salvare un suicida (ammesso che sia autentico) impedendo che si getti da un ponte oppure liberandolo all’ultimo momento dai binari. Io ho la mia idea: cioè prenderli (vi) spudoratamente per il culo. Se sorrideranno, forse la vita sorriderà a loro. Dunque, sorridete. Chissà che la Chiesa, così attenta alla matematica delle anime, un giorno non me ne renda grazia. 

Nuovi modi alla moda (cool) per suicidarsi.

[1] Asfissia e crisi respiratoria da discorso politico. Si prendano le registrazioni delle sedute alla Camera e al Senato, ci si sieda davanti alla televisione e si facciano partire i filmati. Sono consigliate le discussioni con emendamenti sulle leggi finanziarie, le sedute di commissione e gli scrutini a voto segreto. Dopo un paio d’ore di visione dei suddetti materiali vi coglierà un torpore stravagante, simile a quello da monossido di carbonio; scivolerete in un sonno dirompente e inossidabile. La morte sopraggiunge indolore all’incirca verso la sesta ora di discorso politico senza interruzione, poiché la vostra attività cerebrale viene completamente azzerata dalla stupidità delle dichiarazioni. Repentina interviene una crisi respiratoria e cardiocircolatoria. La tecnica di questo suicidio si fonda sull’evidente proprietà anestetica del discorso politico. In alcuni ospedali canadesi stanno già studiando l’efficacia delle interviste ai senatori che, quando ben dosate, potrebbero rapidamente sostituire l’anestesia totale pre-intervento chirurgico.

La vendetta degli anti-manichini. Episode 1.

Computer va in tilt, pensionato gli spara e lo distrugge

(ANSA) – CAVASSO NUOVO (PORDENONE), 29 GIU – Il computer va in tilt e lui gli spara. E’ accaduto a Cavasso Nuovo (Pn), protagonista un pensionato di 68 anni. Evidentemente esasperato dalle ‘lentezze’ e dalle ‘bizze’ del suo pc, l’uomo, secondo il racconto dei Carabinieri intervenuti per sequestrare l’arma, ha atteso invano lunghissimi minuti, sperando che la situazione si sbloccasse. Poi, spazientito, ha sparato 5 colpi al pc con la sua calibro 22 regolarmente denunciata. L’arma e’ stata sequestrata.

Citazioni. Hemingway.

Lo strumento essenziale per uno scrittore è un merdadetector a prova d’urto. E’ un radar per scrittori, e tutti i grandi scrittori ce l’avevano.

Seriosità. La donna con gli occhiali da sole

Centro commerciale. Esterno giorno. Una donna ben vestita ma troppo magra s’infila dentro la porta automatica con passo rapido e deciso. Indossa un tailleur corto, scarpe col tacco di vernice, un foulard al collo allacciato stretto come un nastro da pacchi e due enormi occhiali da sole. Non è bella, ha la bocca impiastricciata di rossetto e i suoi capelli neri, raccolti all’indietro, non le conferiscono affatto quell’aria che immagina di avere. E’ una donna come molte le altre, grigia nonostante i colori che indossa, nervosa sebbene voglia apparire decisa, e c’è qualcosa di meccanico in ogni suo movimento, come un attrito, un cigolio, qualcosa di poco equilibrato. E’ un fantomatico punto morto. Eppure il suo modo di fare è presuntuoso, si fa strada in mezzo al gente come se non avesse tempo da perdere, scosta chi la ingombra guardando di traverso. Il punto morto ha un corrispondente accessorio, gli occhiali da sole grandi più o meno quanto la fronte, troppo larghi e troppo appariscenti. Vista così fa sorridere, sembra un insetto, una mosca al microscopio, un’astronauta lanciato sulla terra in mezzo ai carrelli della spesa. Ma in molti la guardano, vuoi per il vestito o per il modo di fare, così quanto più la guardano tanto più lei s’inorgoglisce e si sente bella, osservata e invidiata. Che avete da guardare ? Sono di un’altra specie io. Infatti. Il triangolo perfetto del comico si sovrappone al triangolo perfetto del drammatico, non ci sono sbavature. La donna fa sorridere e fa intristire, in pratica fa compassione. Lei non ne sa nulla, certo, questa è la grande tragedia umana. Il meritato destino di chi vive allo specchio e non sa mettersi gli occhi degli altri. Proprio per questo la vita reale, quella del sudore e delle cose concrete, è molto più impietosa del semplice scherno, è un inferno di risate e di sghignazzi, fatti in silenzio e così piano che la vittima può continuare a credere che la stiano ammirando. Povera ingenuità. Non le viene per nulla il sospetto che qualcuno possa ridere di lei.

Autoritratto alla Buster Keaton

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Provenza, estate 2008, mezzogiorno di fuoco. Navighiamo a vista nel gelido abitacolo condizionato. Di fianco alla strada scorre vicinissima la ferrovia, a pochi metri da noi. All’improvviso un palo di segnalazione, non ci posso credere, ho un flash visivo. Mi viene subito in mente “The general” di Buster Keaton. Inchiodo, mollo l’auto con le quattro frecce, metà sulla strada e metà sull’erba, poi prendo macchina fotografica e cavalletto. Mia moglie, che mi conosce, s’ingrugna e comincia ad imprecare come una donna da saloon. Salto i binari, m’arrampico sul palo e metto la mano davanti agli occhi. Per un attimo il mondo è in bianco e nero. Anche se siamo in Francia ottantadue anni dopo. Ecco come vinsi la guerra.

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  • Solo un'idea. In Italia c'è una grandissima e fortissima maggioranza di persone che credono di avere sempre ragione. 1 month ago
  • Sto cercando un libro: Sergej Ciacotin, "Tecniche delle propaganda politica", 1964. E' difficile da reperire. Infatti sembra molto attuale. 1 month ago

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